ore 17
Proiezione del film
Chiamami Don Matteo. Zuppi, Il vescovo di strada
Introduzione dell'evento a cura del regista Emilio Marrese e del sindaco di Modena Massimo Mezzetti.
Evento prenotabile da martedì 9 dicembre alle ore 12
L’Arcivescovo di Bologna, Sua Eminenza Cardinale Matteo Maria Zuppi preferisce essere sempre chiamato don Matteo, gira in bicicletta e vive in una casa di riposo per sacerdoti. Ma si ribella alla definizione di “vescovo di strada”: “Dove dovrebbe stare altrimenti un prete se non in strada?” ribatte. Cita il Vangelo, San Francesco e i papi, ovviamente, ma anche la Costituzione, Francesco Guccini o Alda Merini. È stato il primo vescovo di Bologna a parlare in piazza Maggiore sul palco del Primo Maggio (“Anche Gesù era un sindacalista”), a entrare in un centro sociale, a ricevere occupanti, a sostenere operai in sciopero, a dialogare con la comunità Lgbti+ e a far ballare i migranti nella basilica di San Petronio, durante la messa per il Santo Patrono. Nato nel 1955 a Roma, formatosi nelle borgate capitoline e nella Comunità di Sant’Egidio, esperto in mediazioni internazionali, è stato membro delle commissioni di pace Onu in Mozambico e in Burundi. Creato Cardinale da Papa Francesco il 5 ottobre del 2019 e nominato presidente della Conferenza Episcopale Italiana il 24 maggio del 2022, continua nella sua missione quotidiana a incarnare lo spirito riformatore e la visione politica di Bergoglio, che lo ha incaricato anche della missione di pace tra Ucraina e Russia a nome del Vaticano. Crede nel dialogo con tutti compreso quello interreligioso, crede nell’Europa e nello Ius Soli, crede in una Chiesa “che abbatte i muri e costruisce portici” contro quella “che mette i cambiamenti sui binari morti”. Tra i candidati favoriti alla successione di Francesco, ha visto popolarità e consenso accrescere anche tra i non credenti (“Mi hanno stupito i giovani che dicevano di tifare per me”) insieme all’opposizione dell’ala conservatrice e tradizionalista della Chiesa. In questo documentario racconta anche le emozioni e i retroscena personali nei giorni del Conclave che ha poi portato all’elezione di papa Leone XIV l’8 maggio 2025. Don Matteo inoltre, stimolato anche dalle provocazioni dell’attore Alessandro Bergonzoni in un dialogo intimo, spiega nell’arco di una sua giornata tipo, ricca di incontri e momenti privati o pubblici, perché “non esiste un’emergenza immigrazione”, perché “l’uomo nel benessere è un animale che non capisce”, perché “il clericalismo è una distorsione che produce abusi”, perché la Chiesa “deve cambiare prospettiva”, perché “la politica senza spirito né morale è pericolosa”, perché “il contrario della paura non è il coraggio ma l’amore”.
Apertura porte ore 16.00
Evento ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.